Scrivici quello che ti passa per la testa. Raccontaci la tua esperienza o regalaci un pensiero …
Grazie, i camminatori!
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Pensieri e Parole35 commenti per Pensieri e Parole |
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Contacts: Compagnia Il Melarancio - Officina Residenza Multidisciplinare. PI:00824740047 Piazzetta del Teatro 1, 12100 Cuneo, Italy.direzione@melancio.com - phone +393471456837; +393484120611 Website by @lbaGeims www.albamarco.com |
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Cari compagni di viaggio,
Da una settimana sono tornato a casa e non passa giorno che non pensi a voi tutti.
Sono stati davvero giorni meravigliosi per il mio cuore.
L’amicizia che mi avete dmostrato accettando un “nonno”,
a camminare con voi, per una trentina di giorni, anche se in tre parti del vostro cammino, mi ha insegnato cose interessanti per la mia vita.
Mi avete “migliorato” nel rispetto e nel rapporto con “l’ altro”.
Io che mi ritengo credente e praticante, ho imparato da voi, come,con il “camminare insieme”, ci si possa accettare anche se di “diverso pensiero”.
Mi sono sentito profondamente rispettato da voi, nella semplicità delle parole, negli sguardi sinceri, diretti negli occhi; anche nei momenti di stamchezza, nervosismo, sofferenza, mi sono sentito sostenuto dalla vostra amicizia.
Quando mi sono lasciato andare e ho pianto nei giorni di visita ai due Campi di Auschwitz e Birkenau, pensando alle inimmaginabili sofferenze arrecate a miglioni di persone, mi siete stati vicino! Mi avete tenuto per mano e mi avete abbracciato come fratelli. Questo è l’amore predicato da Gesù Cristo Risorto, che serve al mondo, affinchè non succedano più certe cose.
Siete stati la mia “Messa di Pasqua”!
La mia “Celebrazione del I° Maggio”, giorno della Beatificazione di Giovanni Paolo II°, anche Lui provato dalla Follia Nazista.
Non dimenticherò mai, con quale amore mi avete voluto bene.
Un GRAZIE particolare ad ogniuno di voi: Gimmi, Velda, Luca, Jacopo, Francesca, Lorenzo, Mara, Frank, Marco. Grazie anche a Isacco a Margherita e Marta, e perchè no a Ubaldo.
Grazie per la BETULLA, (l’ho piantata nel nio giardino!)
Vi ringrazio per tutto l’affetto dimostratomi.
Vi porto nel mio cuore, e prego il Signore Risorto che vi doni la sua gioia ogni giorno.
Mario Collino
Bentornati! Avete degnamente onorato la memoria di quei 26 deportati; vi sono grato per aver portato con voi una infinità di pensieri e di parole che vi sono stati assegnati durante il cammino da tante persone che vi hanno incontrato ed accompagnato. Ho camminato con voi da Torino a Chivasso il 20 febbraio e pur essendo stata una sola tappa, mi ha lasciato nel cuore un grande ricordo; vi ho lasciati con un sorriso da portare con voi ad Auschwitz: mi auguro che dopo averlo lasciato andare nel cielo, lo abbiate riportato con voi al vostro ritorno; mi auguro ancora di reincontrarvi e di rivedere quel sorriso.
Grazie
Carissimi, domani 1 maggio 2011, sarete ad AUSCHWITZ e al
ricordo dei 26 internati a Borgo S.Dalmazzo aggiungerete
un rispettoso e silenzioso omaggio a TUTTE le PERSONE che vennero sterminate in quel LAGER NAZIFASCISTA!
Al cielo si levera’ il Vostro sguardo e questa memoria concreta realizzata da Voi tutti, passodopopasso, sara’ tangibile con la mia e la nostra piu’ sincera riconoscenza!Un abbraccio a tutti!Luigia
Ciao a tutti,sono una bambina della scuola “Primo Levi” di Fossano, della classe 5° C. Io e la mia classe vi stiamo seguendo in ogni vostra tappa.Spero tanto di incontrarvi al vostro ritorno nella mia scuola.Bacioni ad Ubaldo!!!
vi ho abbracciato dalla stazione ferroviaria di Cuneo con la MUSICA del cuore, bella ciao,quasi in sordina, mentre mettevate a dimora l’albero e pioveva,e poi siete partiti. Vi ho pensato col SILENZIO per tutto questo cammino, scambiando pensieri tristi di questo tempo che sembra senza futuro, travolto da egoismo, indifferenza e sbandamenti, ma l’amore che ho per te Jacopo e per te Luca, come figli e per i vostri fratelli e genitori e amori e amici sinceri, mi spinge a rinnovare l’abbraccio,ora che siete vicini all’inizio di un altro VIAGGIO ancora più profondo. Una sonata per flauto di Bach vi accompagna e un bacio. paolo
Buongiorno Gimmi, buongiorno a voi,
So che sei nella dirittura d’arrivo, e penso a voi e penso a te ed alla vostra bella iniziativa.
Oggi vorrei ricordarti una cosa piccola, ma significativa. Non so se sai, o sapete che diversi nostri colleghi burattinai sono morti ad Auschswitz (ed in altri campi), ma la cosa bella è che diversi spettacoli di burattini e marionette sono stati creati dai deportati del campo per i bambini e non solo.
Un momento di memoria anche per chi ha creduto fino in fondo ai burattini come strumenti educativi e di Pace interiore.
Molto amichevolmente a tutti voi!
Albert Bagno
Carissimi camminadori,
oramai non manca molto! Anche se non mi faccioo sentire, Vi accompagno con il pensiero che ogni giorno vola da Voi almeno una volta. Siccome parto anch’io, Vi mando un forte abbraccio assieme agfli auguri di una belölissima PASQUIA
Ciao,
Cuneo sta apparecchiando la sua primavera e vi aspetta con sole e alberi in fiore inaspettati..i vostri visi sono belli e curiosi più che mai..aspettando il mio bimbo che arriverà nei prossimi giorni vi seguo con tanto affetto e ammirazione..
daniela
Cari,vi arrivano le notizie sconvolgenti dei migranti che arrivano sulle nostre coste?I Volontari,le ONG,Caritas ecc. stanno lavorando sodo mentre il governo balbetta.Non avete l’impressione che tutto questo sia già accaduto nel recente passato?I respingimenti alle frontiere,i disperati che si comprano la libertà con gli ultimi soldi rimasti,la criminalità che ne approfitta.La vostra marcia verso il lager simbolo della disumanità la considero come una esortazione alla pietà nel senso di ispirare l’uomo ad amare e rispettare il prossimo.Buon proseguimento!
Buongiorno Carissimi amici e speciali compagni di viaggio:
Gimmi, Luca, Jacopo, Mara, Francesca, Lorenzo, Marco Franco e Ubaldo
Tornato a casa venerdì sera, continuo a pensare a voi tutti. Grazie per l’amicizia e l’accoglienza che mi avete riservato in questa mia seconda parte di Cammino, da Trento a Schwatz. Ieri 27 ero a Scarnafigi per la Fiera di Primavera, ho incontrato alcune persone che avevano camminato con noi nelle prime tappe. così anche alcuni di quelli che avevamo incontrato a Brandizzo.
Tutti mi chiedevano notizie del Cammino-Viaggio.
Qui piove, spero che per voi non sia così, perchè ne avete già presa molta di acqua e freddo.
Spero anche che i vostri piedi stiano un poco meglio.
Da buon nonno, vi consiglio di metterli a bagno con acqua e sale di sera, quando arrivate. (abbiate pazienza se insisto, ma avete ancora una bella fetta di cammino da fare). Quando ci rivediamo al 23 di aprile conto di trovarvi tutti in forma per continuare insieme sino alla meta.
La riparazione della staffa del Camper ha tenuto?
HO UNA NOTIZIA IMPORTANTE DA DARVI!!!
Al mio arrivo a casa Venerdì sera, ho trovato una busta con la lettera della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con la data di venerdì 18 marzo, proprio quando eravamo a Bolzano e attraversavamo quel piccolo momento di difficoltà. Hanno riconosciuto al mio papà la Medaglia ad Onore per l’Internamento in Germania come IMI. La cosa mi ha commosso, a voi lo posso dire,
I momenti di sofferenza non sono mai inutili.
Grazie ancora per tutto il bene che mi volete, anch’io ve ne voglio e vi porto nel cuore, uno per uno.
Un forte abbraccio da un nonno amico e un bacetto sulla punta del naso alle ragazze. (Sacocin papè)!
Mario,
un grazie di cuore ancora a tutti per la splendida compagnia!
Sono felice di aver fatto un pezzo di strada con voi…vi penso molto.
In bocca al lupo e buon viaggio!
Un abbraccio
Federica
Ciao a tutti,
grazie per la magnifica esperienza!
Penso sia stato importante condividere con voi tutti la giornata trascorsa insieme.
Anche se siamo apparentemente diversi (dovevate vedere le facce dei più giovani al nostro primo contatto, quando ho messo fuori il naso dalla cucina della sede A.N.A. di Chiusa), anche se probabilmente abbiamo ideologie leggermente diverse, condividiamo l’importanza di ricordare le vittime della follia nazi-fascista, affinchè non si radichi più l’odio nel cuore delle persone, per nessuna “non-ragione”.
Vi abbraccio tutti e vi auguro una buona continuazione.
Mirko
Cari camminatori,vi penso ogni giorno,siete coperti abbastanza?Ieri è stata una bella giornata di fratellanza,ero allo scoglio di Quarto a festeggiare i 150 anni dell’unità.Le notizie dal mondo lasciano sgomenti,però voi portate un bel messaggio di solidarietà.
ieri con la mia amica Paola e mia cognata Evi, accompagnarvi da Appiano a Bolzano è stato un’esperienza bellissima. Oggi mi stavo chiedendo, che cosa era successo: due ore e mezza sotto la pioggia e sentirsi poi così pieni di una sensazione del tutto nuova e profonda. non abbiamo nemmeno parlato tanto, ma quello che mi avete detto mi si è impresso……semplicemente… quanto vorrei fare altri pezzi di strada con voi! Chissà che non lo faccia. Intanto un abbraccio a tutto il gruppo.
Ingrid
Ciao “ragazzi”, il mio solito saluto.
Oggi 17 marzo 2011 Festa della nostra bella Italia – un mese fa 17 febbraio 2011 la Vostra tappa a Racconigi,l’accompagnamento nell’ultimo tratto della tappa, la vostra conoscenza.
Stamani, con orgoglio, in piazza con il tricolore e la sfilata per le vie del paese, l’inno cantato, il tutto in compagnia degli Alpini e dell’Associazione Partigiani.
Il mio pensiero è corso al Vostro Cammino, che seguo ogni giorno, ed ho provato lo stesso orgoglio per avervi conosciuti, per ciò che state facendo, perchè siete dei GRANDI ITALIANI.
Vi ammiro anche per il Vostro carattere e per il sorriso che la pioggia non riesce a cancellare….e quanta ne avete presa
Mio marito e gli amici camminatori( Mario, Domenico, Bruno, ecc. ) dovrebbero raggiungervi per fare con Voi le ultime tappe, spero che riescano ad organizzarsi.
Ancora tanta forza a Voi e un bacio a UBALDO da ROSE.
Angela
Carissimi ,vi seguo ogni giorno ,vedo che nonostante la vita di oggi induca a correre ,voi in questi giorni avete trovato ancora persone capaci di fermarsi ad ascoltare,a ricordare e sicuramente a chiedersi il perché di tante cose,Mio papa’ e” salito anche lui su quei vagoni,fortunatamente non per un campo di sterminio ma per un (campo di lavoro)della durata di due anni,che lo ha fatto ritornare a casa a ventidue anni senza capelli e senza il suo cappello da alpino,Ora che i suoi anni sono tanti(quasi ottantotto)le sofferenze di quel periodo ritornano in incubi notturni che lo fanno svegliare urlando,Buon cammino,un”abbraccio e un ricordo nella mia giornata per tutti voi, (un bacio a UBALDO,,,,,,,,,,da MAX)
Shalom aleichem – שלום עליכם
Caro Gimmi e cari amici camminatori.
Fin dall’inizio sono stato stupito sostenitore del vostro folle e meraviglioso progetto. Seguo con attenzione ed emozione ognuno dei vostri passi, come se io fosse accanto a voi.
Per chi non mi conosce sono un burattinaio-ricercatore francese residente in Italia (da una vita), sono un amico di Gimmi.
Sono ebreo, figlio e nipote di deportati. Se ci sono ancora i nomi dei defunti nelle baracche, quando arriverete Auschwitz, potrete leggere i nomi di Anna, Feighel (Fanny), Albert (Abraham)Bagno – mia zia, e i miei nonni. Ma lì trovate i nomi di ben 88 persone delle famiglie Bagno ed affini. Mio padre è stato salvato da un Gesuita (Uno che vorrei vedere tra gli “Giusti”!).
In ogni segno del mio lavoro di creatore c’è la memoria di loro e di quelli chi come loro non sono tornati (siano essi ebrei, partigiani, anti fascisti, sostenitori della Libertà). A noi (anti fascisti) è toccato il lavoro di memoria. A noi è toccato il duro compito che non si dimentica (cosa che molti vorrebbero fare e pur negare). Non si dimentica i morti, ma più ancora la barbaria. Non si dimentica che se siamo in Pace è grazie a quelli che hanno combattuto per la libertà. A noi artisti, tocca questo bellissomo compito di fare ricordare con arte! (ed è per me una gioia!).
Finisco questo primo messaggio con le parole di Jean Ferrat (Jean Tenenbaum, (Vaucresson, 26 dicembre 1930 – Aubenas, 13 marzo 2010) – è stato un cantautore, paroliere e musicista francese, ebreo (suo padre è morto ad Auschwitz). Fut l’autore della bellissima canzone “Nuits et Brouillards” (notte e nebbie) – sulla deportazione; ma prendo le parole da un’altra sua canzone “Aimer à perdre la raison”:
“Aimer à perdre la raison, aimer à n’en savoir que dire…”
Parafraso queste parole con: “Malgrado tutto è di nostro dovere di amare a perderne la ragione, è un nostro dovere d’amare fin a non avere più parole”.
Grazie a voi dei vostri passi d’amore!
Con voi!
Albert Bagno
Cari Gimmi e amici camminatori,
ho saputo del vosto progetto / impresa da un vecchio amico di Cuneo.
Io sono originario di Cuneo e ci siamo conosciuti in giovenu’,il vostro e’ un programma straordinario soprattutto di questi tempi dove si vuole affossare le nefandezze compiute durante quegli anni dai nazifascisti voi cercate di portarci no al ricordo.
Io credo che state compiendo un’azione importante, gli incontri con gli studenti e scolari provocano dibattito e interesse agli eventi di quel periodo storico che ha dato inizio alla ribellione civile organizzatasi poi nella resistenza.
Seguiro’ le vostre tappe, un in bocca al lupo da Sydney, Australia.
Alessandro (Sasha) Colombis
Ciò che state facendo è bellissimo.
Ogni Vostro passo è un abbraccio e un conforto per tutte le vittime dell’odio e della malvagità, è ridare dignità e rispetto all’Uomo.
Grazie
Sono una bambina della 5° elementare “Primo Levi” di Fossano(CN). Io e la mia classe (5°), vi seguiamo con molta attenzione, “camminando” con voi… Speriamo di incontrarvi al vostro ritorno e che riusciamo ad accarezzare il vostro cagnolino.
Con affetto, Vittoria !
Stamattina ho visto sul sito la foto di Giuseppe Verdi che avete fatto in occasione del vostro passaggio a Roncole e, al posto del “Viva Verdi!” del nostro Risorgimento, mi è venuto di scrivere, per il vostro/nostro viaggio in ricordo degli Ebrei della Shoa:
V.E.R.D.I. = Vogliamo Empaticamente Ricordare Deportazione Israeliti
“Cammino” con voi.Grazie !!
Renata
ciao!sono Alessandro e frequento la scuola Primo Levi e la mia maestra Luisa vi ha lasciato un commento.quando cerchiamo di capire il significato di una parola io alzo la mano,ma poi la riabbasso perchè non sono sicuro.Un saluto e 1.ooo.ooo.ooo di carezze al cane!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
(marco dell’indirizzo email è mio fratello)
Ho saputo del vostro viaggio ieri sera sfogliando “la Repubblica”e sono rimasta colpita da questa iniziativa,dovete essere persone speciali,vi ammiro molto e vorrei conoscervi.Da Auschwitz ho portato una pietra che metto nel presepe in segno di fratellanza.Da oggi vi seguirò tappa dopo tappa.Buon proseguimento!
C’è la nebbia davanti al museo Cervi.. forse come alla fine del 1943, quando vigliacchi miliziani fascisti incendiarono la casa dei Cervi, arrestarono i sette fratelli e li portarono al poligono di tiro ove furono fucilati un mese più tardi.
Nel parcheggio di quella casa che è diventata un monumento alla memoria della resistenza lascio la mia auto e attendo gli altri compagni della camminata. Da Borgo san Dalmazzo ad Auschwitz, quasi duemila chilometri a piedi per dire che non si può dimenticare.
Non riesco a ignorare l’invito ad unirmi che leggo su internet e la voce che più forte ancora viene da dentro.
Cominciamo a camminare poco dopo le otto, conosco Gimmi e la sua truppa.. non voglio essere invadente con domande e curiosità, rispetto i ritmi del loro cammino e li affianco in silenzio. Farò un pezzo piccolo, un settantaseiesimo del loro viaggio.. ma sento di volerlo fare. Un furgone d’appoggio e un’auto della polizia ci scortano a distanza.
Snoccioliamo frazioni e paesi come grani di un laico rosario, Morena ci illustra le case che ospitavano partigiani durante la guerra e i luoghi degli scontri, dei rastrellamenti e delle rappresaglie. A Campegine una signora anziana ci insegue e chiede informazioni. Jacopo spiega. Come sente la parola Auschwitz le si velano gli occhi, con la voce strozzata dalla commozione dice che è una cosa bella e grande poi volta la bicicletta e se ne va. Parlavano di ricordi quegli occhi, parlavano più di molte parole. Proseguo in silenzio per un po’..
Ormai alle porte di Reggio Emilia si uniscono altri amici. Tra loro Adelmo Cervi figlio di Aldo uno dei Sette (si, con la S maiuscola). Racconta a Gimmi, parlano fitto mentre siamo lontani dal traffico sull’argine sinistro del torrente Crostolo. Dopo 20 chilometri percorsi in 4 ore arriviamo al poligono di tiro di Reggio Emilia. Il collegamento tra i due luoghi della memoria è compiuto.
Ci attendono alcune classi di un Liceo reggiano, immeritatamente mi prendo uno scampolo dell’applauso che ci regalano al nostro arrivo nel piazzale. Il poligono è eccezionalmente aperto al pubblico. Adelmo ci guida dentro e ci racconta come lì è stato ucciso suo papà insieme ai suoi sei fratelli. Senza che avessero mai rubato nulla, uccisi per aver avuto il coraggio delle loro idee.
E’ difficile, dice, essere figlio di un eroe! Cede la parola a Gimmi chiamandolo compagno. Gimmi racconta del viaggio, delle difficoltà ma anche della forza che li spinge. Racconta dei 26 ebrei di Borgo San Dalmazzo (cittadini italiani, sottolinea) deportati da altri cittadini italiani e uccisi nei lager nazisti.
Ascolto conscio di trovarmi su un fazzoletto di terra intriso di sangue, un angolo della mia città beffardamente chiuso al pubblico che grazie a quello stesso sangue è stato liberato!
Saluto e lascio a malincuore Gimmi e gli altri ragazzi, vanno in una scuola a piantare una betulla. Una delle 76 che pianteranno lungo il percorso a creare un immaginario filo che lega Borgo San Dalmazzo ad Auschwitz, un filo lungo duemila chilometri attraverso l’Europa. Un filo per ricordare.
Salgo su un’auto che torna a Gattatico, approfitto del passaggio per recuperare la mia. La radio accesa passa “la guerra di Piero” di Fabrizio De Andrè.. tutto ha un senso, penso.
Grazie della bella esperienza che ci avete fatto vivere. sono una studentessa della IIIc della scuola Leonardo da Vinci di Sant’Ilario d’Enza (quella che ha preso la betulla)… siete molto coraggiosi e ci é piaciuto passare del tempo con voi.
Le foto che avete fatto, le pubblicate sul sito??
grazie mille, scriveteci presto!!
Chiara.
mentre molti cercano di insabbiare le atrocità accadute, voi cercate di non far dimenticare. Approvo. Ricordare per non ripetere.
Ciao, mi chiamo Orsola ho 38 anni 2 bimbi che frequentano le elementari e la passione della storia soprattutto del secolo scorso e contemporanea. Ho appreso di Voi stamane, sfogliando il quotidiano. Avete colpito in pieno il mio cuore e una punta di invidia e di gioia mi ha pervaso. Un cammino al quale avrei partecipato con tutta la mia anima, verso un luogo che da sempre mi riprometto di “visitare”, un viaggio dell’Anima che ognuno di noi si dovrebbe regalare. Ho pianto per Voi, per me, per Loro. Vi seguirò da oggi in poi e vi sarò vicina coi miei pensieri, col mio cuore. La parola che vorrei regalarVi è il leit-motiv che accompagna i miei giorni da qualche anno ormai, dopo osservazioni, riflessioni, discussioni. COMPRENSIONE. Nel duplice significato di capire gli eventi, le situazioni, i fatti. E di capire gli attori, i protagonisti di quegli eventi, nel loro profondo, al di là della patina di superficialità, per andare a scavare fino alle cause, vere, non dette, non riconosciute. Comprensione di ciò che è, di ciò che è stato, di chi ha recitato, perchè ha recitato, come ha recitato e le dinamiche che hanno portato ad un tale sviluppo dell’evento. Sto cercando di comprendere VOI che sento così vicini a me eppur così lontani nel Vostro cammino. Vi abbraccio con tutta la mia Anima. Orsola
ciao ragazzi,idealmente vicino al vostro viaggio di memoria.Memorabile..
Ciao a tutti, vi ringrazio ancora per la bella esperienza che avete regalato ai ragazzi e alle insegnanti della scuola di Sant’Ilario. E’ stato un momento importante e intenso. Vi seguiremo su internet camminando idealmente con voi. A presto Daniele
Carissimi Tutti,
Vi sto seguendo sul sito…..
Dopo l’animazione di sabato sono andato ad un concerto di Sergio Berardo e ho parlato del Viaggio con molte persone, che visiteranno il sito.
Mi mancate!!!!! Spero che oggi non abbiate sofferto troppo per la neve.
Vi porto nel cuore e nella preghiera.
Appena posso scappo e vengo a trovarvi.
A presto.
Grazie per la pazienza che avete avuto con me.
Mario Collino Prezzemolo
la parola che sento più urgente e più vicina in questo momento è SPERANZA, non in maniera vaga e distaccata, quasi a lasciare al caso la nostra sorte. Speranza concreta, vissuta, partecipata, mantenuta con determinazione perchè le cose cambino e non debba mai succedere, mai più, quello che abbiamo già vissuto e che deve sempre essere ricordato come un monito e un insegnamento, perchè la sofferenza di tante, troppe persone non sia stata vana. Grazie per quello che state facendo, io parteciperò al cammino da Vercelli a Novara e sento che sarà un’esperienza indimenticabile… A presto!
io ho il ricordo di mio padre che mi raccontava lo sbandamento del esercito nel 1943 lui scappando era riuscito a rifugiarsi nel suo paese natio mi disse che avevano dovuto attraversare il fiume tanaro in pieno inverno e nascondersi nei campi per non essere sorpresi da qualche staffetta di fascisti o nazisti lui si e salvato ma molti altri no vorrei solo dire che il vostro cammino sia da esempio a tutti gli uomini donne bambini che si sono sacrificati per la nostra liberta odierna e mi fanno solo ridere le persone di partito che litigano continuamente per qualsiasi cosa che la memoria dei martiri di allora e di tutte le persone che hanno aiutato persone di ogni nazionalita a scappare e a salvarsi in questo mondo fatto anche di persone malvagie e senza cuore possa risvegliare l’amore in tutti perche e solo cosi che il mondo si salverà buon viaggio pellegrini del ricordo della speranza e dell’amore grazie
Vi seguo ogni sera e guardo le fotografie . Viaggiate verso un campo di sterminio nazifascista e non posso non pensare ogni sera alle vite spezzate di donne uomini e bambini.mi viene in mente una canzone dei Nomadi che ha lo stesso nome del campo e a volte mi chiedo come la popolazione abitante nella zona non si accorgesse di nulla il fumo di quei camini ci ricorda che pochi pazzi di quel regime possano aver compiuto tante nefandezze. Di sicuro il fumo uscito si è trasformato in energia e penso che molte di quelle persone ora sono angeli che aiutano noi in questo mondo.GRAZIE per la vostra iniziativa buona pace e serenità un saluto particolare a mio fratello frank ciao a tutti lacio drom.
La parola che mi frulla per la testa in questo momento dopo avervi letto è “BISOGNO” e forse è una di quelle molto gettonate!! Come essere umano penso di aver bisogno dell’aria, dell’acqua, della luce, del cibo, degli abiti,ma anche dell’affetto, della cura, dell’attenzione, della parola, del gesto degli altri, ma anche verso gli altri, non ne potrei fare a meno…. e se fossi stata una dei 26….quanta sofferenza in quell’abisso terribile!! Grazie per quanto avete deciso di intraprendere e portate tutto quanto potete con voi fino a quel luogo, anche per me.