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A piedi attraverso l’Italia, l’Austria, la Repubblica Ceca e la Polonia per parlare di memoria…

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1 maggio

E alla fine siamo giunti!

Dopo settantasei giorni di cammino, domenica primo maggio, alle ore dieci, siamo arrivati ad Auschwitz, chiudendo il conteggio dei chilometri percorsi a millenovecentoottantacinque.

Nell’ultimo tratto di strada eravamo in tanti. Infatti circa un centinaio di cuneesi, tra cui i sindaci di Cuneo, Borgo San Dalmazzo e Saluzzo, con il viaggio organizzato dalle ACLI o autonomamente in aereo o in camper ci hanno raggiunti per accompagnarci e condividere con noi l’emozione e la fatica di attraversare quel cancello tristemente famoso, su cui campeggia feroce la frase “Arbeit macht Frei”, che ti immette nel luogo simbolo del male assoluto.

È difficile trovare le parole per descrivere il tumulto di emozioni che ci ha travolto in quel momento, quando abbiamo avuto la consapevolezza di aver raggiunto la meta, un traguardo sofferto, agognato, desiderato e maledetto, a volte: una felicità mista a tristezza, poi all’improvviso il crollo della tensione e delle energie e il sopraggiungere di una strana sensazione di vuoto.

Dopo la visita al campo, abbiamo raggiunto la Jugen Rampe, nei pressi di Birkenau, il binario dove terminavano il loro viaggio i convogli diretti ad Auschwitz e dove sbarcarono il 26 febbraio del 1944 gli ebrei deportati dalla nostra provincia. Qui con un rito emozionante abbiamo piantato la betulla trasportata da Cuneo, utilizzando le terre raccolte di tappa in tappa lungo tutto il cammino.

Ieri, 3 maggio, dopo aver spedito le 837 cartoline che le persone incontrate in questi due mesi e mezzo ci hanno affidato, abbiamo iniziato il viaggio di ritorno. Rientro previsto a Cuneo venerdì 6.

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