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A piedi attraverso l’Italia, l’Austria, la Repubblica Ceca e la Polonia per parlare di memoria…

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BUIO ovvero LUNEDI’ 7 MARZO

Giornata dedicata alla memoria quella di oggi, con il percorso da Carpi fino a Fossoli, il campo di internamento e transito della deportazione italiana: di lì sono passate oltre cinquemila persone, tra le quali gli ebrei catturati nella nostra provincia: raggiungere quel luogo, percorrerlo e scoprirlo è stato entrare realmente dentro la storia che sottende il nostro cammino. Girando per i viali in mezzo ai ruderi delle baracche, penso all’ultima lettera che inviò ai suoi genitori da questo campo Carmen Lattes il 18 febbraio del ’44, con cui cercava di tranquillizzarli; appena otto giorni dopo, il 26 febbraio, scesa dal treno ad Auschwitz, Carmen verrà mandata direttamente alle camere a gas, insieme a Delfina Ortona, Walter Greve, Gemma Levi e Anna Lattes. Mi chiedo di quanta sofferenza si sono impregnati i mattoni, le tegole, gli infissi di queste rovine…la parola di oggi è buio!

Buio è ciò che vede il mio cuore, buio è ciò che sta intorno alle storie, alle vite vissute che il mondo di Auschwitz ha definitivamente cancellato, buio era l’interno dei carri bestiame che trasportavano uomini e donne e bambini nei luoghi dell’annientamento, buio era il destino che li attendeva…e poi soprattutto c’è il buio che addormenta le coscienze, quello che, nel secolo scorso, ha distorto i valori di fratellanza e umanità, ha indurito i cuori, ha reso ciechi e sordi gli uomini e le donne d’Europa degli anni ’30 e ’40, li ha inebetiti al punto da fargli ritenere una cosa normale dividere l’umanità in categorie e considerarne alcune elette ed altre inferiori.

Oggi camminando tra ciò che resta delle baracche, mentre ascoltiamo da Marzia, la direttrice della Fondazione ex Campo di Fossoli, le storie di dolore che hanno permeato questo luogo, sento il peso di quel buio gravarmi sulle spalle: il buio che anche adesso, continua a generare indifferenza, superficialità, egoismo e da cui forse, neanche ricordare ciò che è stato può preservarci.

7 marzo

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