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A piedi attraverso l’Italia, l’Austria, la Repubblica Ceca e la Polonia per parlare di memoria…

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SU ovvero LUNEDI’ 21 FEBBRAIO

SU, è per me una preposizione ambigua: idealmente trasmette forza, energia positiva, desideri di altezze, voli straordinari al di là delle nuvole, voglia di vertigini, ma istintivamente mi richiama pensieri  pesanti, visioni di carichi gravosi sulle spalle, cose che cadono sulla testa.

Penso a come si saranno sentiti gli ebrei catturati in provincia di Cuneo, che noi ricordiamo in questo viaggio, quando a poco a poco hanno percepito sulle loro spalle il peso di una strategia razzista che inesorabilmente li ha portati all’annientamento; penso in particolare a Delfina Ortona, insegnante di Mondovì, nata a Casale Monferrato l’11 novembre 1904, internata a Borgo San Dalmazzo il 5 dicembre 1943, l’unica ebrea di Mondovì a non essere fuggita dopo il 28 settembre, guidata da una fede fascista inossidabile, era andata al campo di Borgo San Dalmazzo, sicura che non le sarebbe potuto succedere nulla, partì da Fossoli con il convoglio 8 e morì ad Auschwitz il 26 febbraio 1944.

E’ difficile non sentire sulle proprie spalle il peso di una storia di cui non siamo responsabili, ma che ci riguarda in modo diretto; è vero, nessuno potrà mai dire che è colpa  nostra quello che è accaduto quasi settant’anni fa, ma i nostri padri e i padri dei nostri padri allora c’erano e se solo avessero prestato più l’attenzione, se solo avessero avuto la forza di indignarsi, forse la storia sarebbe stata diversa. E quindi quella storia così drammatica ci appartiene e noi non possiamo esimerci dal farcene carico proprio perché quel peso grava sulle nostre spalle. Per questo non riesco a trovare nella parola SU una valenza positiva.

 febbraio

Camminiamo per le vie di Chivasso immersi nel traffico del lunedì mattina, distribuiamo volantini che raccontano il nostro viaggio, la gente svogliatamente prende ciò che offriamo con insistenza, alcuni leggono e ci chiedono maggiori informazioni.

Passa mezz’ora, ormai siamo in aperta campagna, un’auto ci supera, si ferma davanti a noi e mette le quattro frecce, scende una donna, si avvicina al nostro camper, ci dona venti euro e ci augura buon cammino: forse questo viaggio può davvero farci volare in alto, SU tra le nuvole.

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